Perseo è una costellazione autunnale e invernale per gli osservatori nell’emisfero boreale. Perseo si trova a sud-ovest della “W” della sedia di Cassiopea, e le sue stelle sono disposte nella forma di una V sbilenca e rovesciata. Nelle notti attorno al 10 agosto la Terra passa attraverso i depositi di pulviscoli lasciati dalla coda della cometa Swift-Tuttle lungo la sua orbita attorno al Sole. Quando questi pulviscoli entrano in atmosfera bruciano per attrito producendo uno degli sciami meteorici più famosi: le Perseidi, chiamate così proprio perchè il loro radiante, cioè la zona di cielo da cui sembrano provenire, cade all’interno della costellazione del Perseo.

La costellazione di Perseo fu elencata dall’astronomo greco Tolomeo nel II secolo d.C. L’immagine è di solito mostrata come il giovane Perseo, completamente armato e con la testa della gorgone mortale Medusa. Più costellazioni sono associate direttamente alla mitologia di Perseo.

Perseo è uno dei più grandi eroi della mitologia greca. Le conseguenze delle sue epiche imprese influenzarono quelle di molti altri eroi greci, compresi gli Argonauti. Acrisio, re di Argo, temeva una profezia secondo cui sarebbe stato ucciso dal figlio di sua figlia Danae. Pertanto, il re tenne la figlia imprigionata in un cortile di bronzo aperto solo in alto. Zeus però si innamorò di lei, e per sedurla cadde dal cielo come una pioggia d’oro: Danae rimase incinta, generando così Perseo. Temendo sia Zeus che il figlio, il re Acrisio gettò Danae e Perseo in mare dopo averli intrappolati in una cassa di legno. Fortunatamente vennero salvati da un pescatore di nome Ditti, che allevò il ragazzo fino all’età adulta. Perseo fu allevato su un’isola governata da Polidette, che aveva intenzione di sposare Danae. Nel tentativo di liberare Danae dal suo protettore Perseo, Polidette indusse Perseo ad accettare di uccidere la gorgone Medusa, una creatura terrificante di cui si diceva che poteva trasformare in pietra chiunque osasse semplicemente guardarla.

Perseo lasciò l’isola e, sotto la guida di Atena, cercò le Graie. Queste antiche sorelle condividevano un solo occhio e mentre se lo passavano Perseo lo afferrò e lo trattenne per riscatto. Le Graie furono costrette a dire a Perseo la posizione delle Esperidi e della tana delle Gorgoni in cambio del loro occhio. Hermes poi prestò a Perseo i suoi sandali alati per compiere il viaggio. Le Esperidi, ninfe che curavano il frutteto della dea Era, donarono a Perseo un sacco in grado di contenere la testa della gorgone. Una volta ottenuta la bisaccia, suo padre Zeus gli fece tre doni: Elmo dell’ombra di Ade, spada di Efesto e scudo di bronzo di Atena. Avvicinandosi silenziosamente sui sandali alati, Perseo si insinuò nella tana delle Gorgoni e trovando Medusa addormentata orientò lo specchio verso di lei e ne guardò l’immagine riflessa per evitare di guardarla direttamente. Dopo aver tagliato la testa a Medusa, Perseo indossò l’Elmo dell’Ombra e fuggì dall’ira delle sue due immortali sorelle.

Perseo si fermò molte volte mentre tornava a casa. Si dice che il capo di Medusa abbia trasformato l’Atlante in pietra, creando le Montagne dell’Atlante. Si dice che la testa della gorgone abbia versato sangue sul deserto, creando i serpenti velenosi che gli Argonauti incontrarono. Quando il sangue di Medusa gocciolò nel mare, Poseidone creò Pegaso, che sarebbe diventato una costellazione. Perseo uccise anche il mostro marino Balena (posto in seguito in cielo vicino a Perseo) per salvare Andromeda.

Quando Perseo fece ritorno a casa, trasformò Polidette in pietra e unse suo padre adottivo, il re Ditti. Quindi Perseo restituì i doni agli dei e diede ad Atena la testa di Medusa. Atena la mise nel suo scudo, facendo dell’egida un simbolo di protezione dell’antica Grecia. Alla morte di Perseo, Atena mise il suo corpo nei cieli accanto a sua moglie Andromeda. Si dice che Perseo portò l’egida di Atena fino a quando ne ebbe bisogno: l’egida è rappresentata dalla famosa stella β Persei o Algol. Questa stella era conosciuta dagli arabi come Ra’s Al-Ghul, che significa “testa del demone”.